Nella Tuscia Viterbese, tra Orvieto e il Lago di Bolsena, l’agriturismo e azienda agricola Pulicaro si trova a 600 mt. al confine tra Umbria e Toscana.

Nell' Azienda Agricola Pulicaro si possono trovare: polli, tacchini, oche, anatre, piccioni, conigli, suini,ovini e caprini. Tutti gli animali hanno accesso al pascolo e il grosso della produzione sono avicoli, allevati allo stato semibrado.

L'azienda si sviluppa su 24 ettari,  gestiti sin dall'inizio nel modo più naturale possibile, nel 2014 l'azienda decide di prendere anche la certificazione biologica .

Dei 24 ettari dell'azienda, circa 14 sono pascoli e 10 sono di bosco ceduo a prevalenza di querce. Tra gli olivi pascolano i tacchini e i polli, che mangiano tra le altre cose anche insetti e larve che potrebbero nuocere agli alberi, aiutano a tenere l'erba bassa e concimano il terreno.

I pascoli vengono gestiti a rotazione, con l'accortezza di creare vuoti sanitari (ossia di lasciare i terreni dove hanno pascolato gli animali vuoti per circa 2 mesi), pratica essenziale per limitare il prolificare di parassiti e malattie. Il pascolo è gestito anche in modo sinergico dalle diverse specie, ad esempio i polli razzolando e pascolando vicino alle pecore, liberandole così dai parassiti, le pecore dal canto loro tengono l'erba bassa così che sia fruibile come pascolo anche per i polli. Dove hanno pascolato i polli poi passano le oche perché mangiano erbe differenti e non scavano il terreno razzolando, lasciando quindi il tempo al pascolo di rigenerarsi.

Tutto questo grazie alla cooperazione con i 10 cani (pastori maremmani abruzzesi) che curano le diverse specie e difendono tutti gli animali della fattoria da lupi e altri animali selvatici della zona che qui non mancano, la proprietà confina infatti con i boschi di una la riserva naturale di Monte Rufeno (di cui l'azienda è anche partner nel progetto della Carta Europea del Turismo Sostenibile) di 3000 ettari in cui ci sono volpi, cinghiali, donnole, lupi e rapaci rari come il Biancone, che convivono con la fattoria sapendo che non possono avvicinarsi agli animali grazie alla protezione dei cani. Per tutti gli animali, a parte polli e tacchini, si pratica il ciclo chiuso, avendo l'accortezza di cambiare regolarmente il maschio per problemi di consagiuneità. I ricoveri degli avicoli sono in realtà delle tipiche serre per ortaggi utilizzate in modo alternativo, sfruttando tutte le proprietà benefiche del sole e del ricircolo d'aria, che oltre a migliorare la qualità della vita degli animali contrastano naturalmente il proliferare di batteri e virus dannosi agli animali.

L'ètà di macellazione è di 120 gg per i polli e 180 gg per i tacchini questo, è un fattore di qualità perché significa che l'animale non è spinto a crescere velocemente, vive più a lungo e sarà più saporito al palato.

Gli altri avicoli sono oche, anatre e piccioni (le oche sono le bianche del campidoglio e le grigie padovane, le anatre sono germanate e mute di barberia e incroci di queste razze, mentre i piccioni sono da carne e sono un misto di diverse razze) Gli ovicaprini sono circa 40, tra cui 10 capre (maltesi e misti vari di camosciate) e una trentina di pecore (alcune da carne di razza mista Suffolk , Appenninica e Ile de france, e alcune da latte Lacaune).

Agnelli e capretti rimangono con le madri nutrendosi del loro latte fino ad almeno 60gg (e per i primi 45 gg tutto il latte viene lasciato ai piccoli), in azienda si ha l'accortezza di prelevare solo il latte in eccesso nei casi di razze da latte particolarmente produttive come le Lacaune. I capretti vengono macellati intorno ai 100 gg, gli agnelli a circa 120gg.

Vi sono poi i conigli, con circa una quindicina di fattrici. La razza è quella del Leprino di Viterbo, già di per sé molto rustica ma che è stata selezionata nel tempo in azienda, incrociando il leprino puro con il fulgo di borgogna e il blu di vienna per ottenere una razza ancora più rustica e resistente alla malattie: la selezione genetica viene fatta in modo preventivo sulle malattie epidemiche. I conigli appena nati rimangono fino a 45-50 giorni con la madre, Marco ci dice che l'animale deve essere svezzato con calma con la madre, anche questo contribuirà a migliorare la sua robustezza e resistenza alle malattie. I conigli in fase d'ingrasso hanno un sistema di gabbie comunitarie con tubi e covi per fargli fare il nido, mentre i riproduttori stanno in ampie gabbie di legno per un migliore controllo sanitario. I conigli sono macellati intorno ai 110-130 gg.

In questa azienda non servono mutilazioni sugli animali, quindi i suinetti mantengono la coda e i pulcini il becco e la funzionalità delle ali. Gli animali sono seguiti costantemente con un buon rapporto con il personale che li accudisce.

In azienda, oltre al pascolo si produce il fieno, mentre i cereali vengono acquistati da aziende esterne ma Biologiche e il più possibile a km zero.

Le cure mediche sono prevalentemente naturali, preventivamente si usano solo omeopatia e fitoterapia, e anche per le specie più delicate (avicoli e conigli), grazie alla selezione genetica anche sulle caratteristiche di resistenza alle malattie, le cure naturali arrivano all'80-90%, e nel caso di uso di farmaci convenzionali i tempi per la macellazione e l'uso dei prodotti derivati viene raddoppiato se non triplicato rispetto agli standard del biologico. Marco ci tiene a dirci che qui non si fanno trattamenti a tappeto ma solo mirati sugli animali interessati.

Per la macellazione l'azienda Pulicaro si è attrezzata, facendosi autorizzare dalla ASL per un mattatoio aziendale che per il momento possono usare per avicoli e conigli, e ultimamente stanno cercando di farlo autorizzare anche per agnelli e suini. Marco ammette che è stato un investimento impegnativo ma che gli animali che macella in azienda soffrono molto meno stress, non devono affrontare un viaggio e sono liberi di pascolare fino all'ultimo momento. Per gli animali che non possono macellare in azienda si recano al mattatoio comunale che dista 18 km.